Produzione di Etanolo

 

Perché utilizzare l'etanolo come fonte di produzione di energia? Innanzitutto cerchiamo di capire come è si ottiene l'etanolo attualmete. Questa sostanza può essere ricavato per mezzo di due vie; la prima prevede l'idratazione di etilene ad etanolo, mentre la seconda è un processo di fermentazione alcoolica che ottiene etanolo patendo da sostanze organiche.
Il primo processo richiede come sostanza di base l'etilene, che a sua volta deriva dal cracking di idrocarburi, di conseguenza il prodotto risulta essere di origine fossile, ovvero una fonte non rinnovabile.
Di contro il secondo processo, ovvero quello fermentativo, non fa altro che trasformare sostanze organiche (tipicamente zuccheri) in etanolo, ma essendo la biomassa da cui questo proviene una fonte rinnovabile anche l'etanolo risulta esserlo.
Tralasciando il primo meccanismo di produzione concentriamoci sulla seconda tecnica, che permette di ottenere energia pulita poiché il prodotto di scarto è la CO2 che è anche la materia prima utilizzata dalle piante per generarsi, compiendo così un ciclo chiuso.
Le sostanze che possono essere utilizzate per la fermentazione sono:

  • Residui di coltivazioni agricole;
  • Residui di coltivazioni forestali;
  • Eccedenze agricole temporanee ed occasionali;
  • Residui di lavorazione delle industrie agrarie e agro - alimentari;
  • Coltivazioni ad- hoc;
  • Rifiuti urbani.

Le materie prime (ottenute esclusivamente per questo scopo) più diffuse possono essere classificate in:

  • Materiali zuccherini: sostanze ricche di saccarosio come la canna da zucchero, la bietola, il sorgo zuccherino, taluni frutti, ecc.
  • Materiali amidacei: sostanze ricche di amido come il grano, il mais, l'orzo, il sorgo da granella, la patata, ecc.
  • Materiali lignocellulosici: sostanze ricche di cellulosa come la paglia, lo stocco del mais, gli scarti legnosi, ecc.

Le tecniche classiche utilizzano principalmente la prima classe di prodotti, ovvero:

  • Canna da zucchero (7 tonnellate)
  • Mais (3 tonnellate)
  • Barbabietola da zucchero (4 tonnellate)
  • Patate (3 tonnellate)

Dove tra parentesi sono indicate le produttività in tonnellate di alcool per ogni ettero coltivato. I vantaggi sarebbero tuttavia limitati se si considera che per produrre etanolo sarebbe necessario rinunciare a dei prodotti comunque di un certo pregio.
Secondo l'Itabia , l'Ises, l'Università di Roma, ma anche secondo fonti provenienti dai sostenitori del nucleare, si possono ottenere 15 ton/anno di biomasse per ettaro, corrispondenti a circa 5 tonnellate di bioetanolo.
Attualmente la disponibilità di biomasse residuali (legno, residui agricoli e dell’industria agroalimentare, rifiuti urbani e dell’industria zootecnica, ecc.), in Italia, corrisponde ad un ammontare di circa 66 milioni di ton di sostanza secca l'anno.
Tenuto conto di usi alternativi della biomassa e della difficoltà di accesso a molti luoghi di produzione e di raccolta, la quantità utilizzabile per fini energetici è di 45 milioni di tonnellate, i terreni non utilizzati perché poco produttivi per produzioni agricole e incolti per le norme comunitarie sulle eccedenze agroalimentari sono almeno 20.000 kmq che se utilizzati a fini energetici potrebbero produrre circa 30 milioni di tonnellate di biomassa. Complessivamente si potrebbero ottenere 25 milioni di tonnellate di bioetanolo, esclusivamente sfruttando ciò che già abbiamo.

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Commenti

Ritratto di Anonimo

Interessante... quindi perchè

Interessante... quindi perchè non si produce bioetanolo?

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